Mencarelli, “Si sarebbero potute avere bollette più basse”

Luana Mencarelli

L’estate appena trascorsa, particolarmente calda e secca, ha riportato prepotentemente alla ribalta il tema dell’acqua, intesa proprio come risorsa vitale; si è tornati di conseguenza a parlare di investimenti – principalmente per la riduzione delle perdite dell’acquedotto che in ambito Gaia sono ben oltre la media nazionale – ma anche di depurazione, costi e bolletta.
Nel dibattito locale si è quindi riaccesa la discussione sulla necessità di spostare la parte degli investimenti nel servizio idrico dalla tariffa alla fiscalità generale. E’ noto infatti che la bolletta dell’acqua segue il principio del “full cost recovery”: tutti i costi, dagli stipendi del personale, agli interessi bancari dei mutui, fino alle opere per l’acquedotto, la depurazione e la fognatura finiscono interamente in bolletta.

“La prima considerazione da fare” commenta la consigliera del M5S di Massa, Luana Mencarelli, “è che il full cost recovery non è piovuto dal cielo, ma è stata una scelta politica, scellerata, appoggiata indistintamente dai governi di centro sinistra e centro destra. Che non ci sia assolutamente la volontà di modificare realmente questa situazione è conclamato da quanto successo lo scorso anno in parlamento.”
“Esisteva già un disegno di legge, a prima firma della pentastellata Federica Daga, che toglieva il costo degli investimenti dalla tariffa, tra l’altro” sottolinea la Mencarelliquesta operazione avrebbe permesso di avere bollette più leggere da un 20% a un 40% circa, ma purtroppo quella legge è stata fatta a pezzi nella discussione alla Camera e tra i protagonisti di quello scempio troviamo anche l’on. Martina Nardi. Teniamo conto inoltre che la Regione, in forza della legge, avrebbe facoltà di intervenire a copertura dei costi degli interventi con lo scopo di calmierare la tariffa del servizio”.

Conclude la Mencarelli “In questo momento le chiacchiere dovrebbero stare a zero e dovrebbero parlare solo atti concreti visto anche che tutta la “filiera” di governo del territorio, dal Comune al Parlamento, passando per la Regione, è in mano al centro sinistra”.

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